ObaMonti
Il presidente Barack Obama ha presentato al Congresso un progetto di riforma della tassazione delle società che comporta la riduzione dell’aliquota normale di 7-10 punti, dal 35 per cento a un livello fra il 28 e il 25 per cento. La proposta non implica una perdita di gettito perché fa parte di una manovra complessiva che comporta un introito aggiuntivo di 250 miliardi in dieci anni; una manovra basata fondamentalmente sulla riduzione di esoneri e detrazioni fiscali non efficaci per lo sviluppo. Leggi gli altri editoriali del Foglio

Il presidente Barack Obama ha presentato al Congresso un progetto di riforma della tassazione delle società che comporta la riduzione dell’aliquota normale di 7-10 punti, dal 35 per cento a un livello fra il 28 e il 25 per cento. La proposta non implica una perdita di gettito perché fa parte di una manovra complessiva che comporta un introito aggiuntivo di 250 miliardi in dieci anni; una manovra basata fondamentalmente sulla riduzione di esoneri e detrazioni fiscali non efficaci per lo sviluppo. In particolare dovrebbero essere limate le agevolazioni per le compagnie petrolifere, mentre le multinazionali dovrebbero pagare una minimum tax sui profitti che realizzano all’estero e che non rimpatriano. Le piccole imprese perderanno molte agevolazioni, ma la loro dichiarazione dei redditi e i relativi allegati saranno molto semplificati e l’aliquota sarà abbattuta al 25 per cento.
I candidati repubblicani nelle primarie stanno presentando proposte analoghe. Romney è allineato al 25 per cento, Santorum al 17 e Ron Paul e Newt Gingrich propongono il 15 e il 12,5 per cento, aggiungendo alla riduzione degli esoneri tagli alle spese sociali. Questi progetti sono divisivi. Non così quello di Obama che piace anche ai repubblicani, interessati al ribasso delle aliquote ordinarie che si può ottenere in cambio del tagli di privilegi. Così si incentiva la crescita. Questo promemoria vale anche per Mario Monti in vista del disegno di legge sulle semplificazioni fiscali che arriverà domani in Consiglio dei ministri e all’esigenza di stimolare la ripresa, indispensabile visto il peggioramento delle stime del pil secondo Bruxelles.
I candidati repubblicani nelle primarie stanno presentando proposte analoghe. Romney è allineato al 25 per cento, Santorum al 17 e Ron Paul e Newt Gingrich propongono il 15 e il 12,5 per cento, aggiungendo alla riduzione degli esoneri tagli alle spese sociali. Questi progetti sono divisivi. Non così quello di Obama che piace anche ai repubblicani, interessati al ribasso delle aliquote ordinarie che si può ottenere in cambio del tagli di privilegi. Così si incentiva la crescita. Questo promemoria vale anche per Mario Monti in vista del disegno di legge sulle semplificazioni fiscali che arriverà domani in Consiglio dei ministri e all’esigenza di stimolare la ripresa, indispensabile visto il peggioramento delle stime del pil secondo Bruxelles.